Preambolo Visione

01. L’Europa unita nasce, infatti, da un progetto chiaro, ben definito, adeguatamente ponderato, anche se al principio solo embrionale. Ogni buon progetto guarda al futuro e il futuro sono i giovani, chiamati a realizzare le promesse dell’avvenire. Nei Padri fondatori era, dunque, chiara la consapevolezza di essere parte di un’opera comune, che non solo attraversava i confini degli Stati, ma anche quelli del tempo così da legare le generazioni fra loro, tutte egualmente partecipi della edificazione della casa comune. (PAPA FRANCESCO, Discorso ai Capi di Stato e di Governo dell’Unione Europea, in Occasione del 60° Anniversario della firma dei Trattati di Roma, Roma, 24 marzo 2017)

Don Bosco Formation – Europe

02. È una proposta dove Salesiani di Don Bosco e Laici che condividono la stessa missione salesiana, insieme rafforzano e qualificano ulteriormente il cammino di educazione integrale a favore di tutti i giovani senza distinzione, specialmente quelli più bisognosi

03. INSIEME, sentiamo forte il bisogno di riflettere sulla nostra vocazione e missione salesiana in Europa con le sue varie sfaccettature in questo momento storico segnato da grandi e rapidi cambiamenti.

04. Crediamo che la nostra esperienza è innanzitutto una profezia della comunione attraverso il dono di sé, la dedizione senza risparmio della propria vita per gli altri, specialmente per i giovani e tra loro quelli più bisognosi. È una sfida ma anche una opportunità verso una comunità in cui si vive la passione per Dio e la passione per i giovani.

05. Siamo convinti della chiamata di proporre la buona notizia ad ogni uomo/donna e in ogni cultura attraverso il nostro impegno nel campo dell’educazione. Nostra è la chiamata a essere promotori/promotrici della dignità della persona.

06. Assumiamo l’eredità carismatica che ci consegna don Bosco, il Sistema preventivo: essere servi dei giovani, per loro e con loro, specialmente quelli più poveri e bisognosi. Una via che nel suo dialogo con la cultura, in termini di educazione, di progresso sociale e sviluppo politico, offre speranza, integrazione, dialogo interreligioso, esperienza interculturale, aiuto alla famiglia.

07. Camminiamo con la Chiesa che continua la missione di favorire il dialogo tra fede e cultura. Viviamo questa chiamata consapevoli che la via maestra dell’educazione è una opportunità previlegiata che richiede continua riflessione, generosa condivisione e impegno nella formazione permanente.

08. Siamo impegnati a non lasciare nessuno/a indietro. Sentiamo forte il compito dell’inclusione” e della promozione di ciascuno/a. Vogliamo approfondire l’impegno per il superamento delle varie forme di emarginazione giovanile. Favoriamo tutte le opportunità educative possibili che promuovono spazi di integrazione e di fratellanza tra i popoli.

Riconoscere

09. Il carisma di Don Bosco, proprio perché‚ educativo, ponendosi sul versante della cultura crea una singolare consonanza con i compiti propri dei laici… Questa missione ha anche una ‘dimensione profetica’ per la significatività che assume circa i problemi educativi e sociali e per le prospettive nuove di esistenza a cui apre. ‘L’evangelizzare educando e l’educare evangelizzando’ si fa messaggio di speranza, lievito e luce. (CAPITOLO GENERALE 24 [1996] n. 4)

10. Riconosciamo che la prima domanda importante che il momento presente ci pone riguarda la presenza, la forma e lo stile che la Chiesa è chiamata ad assumere nell’Europa di oggi, in questo momento di metamorfosi profonda del nostro continente dal punto di vista culturale e sociale.

11. Riconosciamo che sia importante mettersi in discernimento sinodale con la Chiesa e come Chiesa del nostro tempo. Come la Chiesa, anche noi siamo chiamati/e a ricomprendere la nostra vocazione specifica. Una “minoranza significativa” chiamata a trovare nuove strade e esperienze che la rendono una “comunità creativa”.

12. Riconosciamo che una delle sfide principali che ci attende è quella di rafforzare la grande risorsa che abbiamo – la Comunità Educativo Pastorale Salesiana (CEP). I soggetti che la compongono – educatori Salesiani consacrati e Laici, giovani animatori e giovani destinatari, famiglie – sono la nostra migliore risorsa e dono.

13. Riconosciamo con gioia e gratitudine che questa strada è già molto ricca. Varie ispettorie e nazioni con più ispettorie in questi ultimi decenni hanno offerto e continuano a offrire cammini di formazione carismatica e educativo-pastorale per Salesiani e Laici a livello ispettoriale e nazione. Le loro esperienze a questo livello, LIVELLO PRIMO, sono una risorsa esperienziale molto positiva per il presente e per il futuro.

14. Riconosciamo che le ispettorie d’Europa chiedono di tracciare insieme un cammino per il futuro della formazione nel carisma salesiano in Europa: riflettere, studiare e progettare il passo ulteriore alla luce dell’esperienze già in atto in varie ispettorie.

15. Riconosciamo che il fine ultimo da raggiungere è quello di una proposta di vita cristianamente ispirata e carismaticamente segnata: una missione portata avanti da Salesiani e Laici con responsabilità educativo-pastorale nelle Ispettorie europee, soggetti attivi del Progetto Educativo Pastorale Salesiano.

16. Riconosciamo, in fine, il crescente bisogno di intercettare le nuove povertà. Gli immigrati, i rifugiati, i senza tetto, i giovani disoccupati, sono realtà che incontriamo in tutte le nostre opere. Sentiamo il bisogno di formarci per dare una risposta come la darebbe don Bosco oggi.

Alcuni fili conduttori del cammino

17. L’Oratorio di Valdocco, vero “laboratorio” nel quale don Bosco, altri sacerdoti, laici adulti, giovani e alcune donne, prima fra tutte mamma Margherita, vivono quello stile originale e simpatico di predilezione verso i giovani che si chiama Sistema Preventivo. Tale sistema, a Valdocco prima, poi a Mornese ed in altri luoghi, diventa una vera spiritualità, che accomuna educatori e giovani nello stesso cammino verso la santità. (CAPITOLO GENERALE 24 [1996], n. 3)

18. Sentiamo il bisogno di recuperare il binomio “oratorio” e “laboratorio” alla luce della presente sfida educativa. L’esperienza Valdocco, culla della spiritualità salesiana, è un “laboratorio” di spiritualità educativa e di evangelizzazione. Questa è la “opzione Valdocco”, come ci ricorda Papa Francesco: “il dono dei giovani”, “il carisma della presenza”.

19. L’esperienza formativa sia una esperienza profondamente carismatica che pone al centro la persona. Ci impegniamo prima di tutto nella formazione di noi stessi: “l’educatore è un individuo consacrato al bene de’ suoi allievi, perciò deve essere pronto ad affrontare ogni disturbo, ogni fatica per conseguire il suo fine” (Don Bosco).

20. Vogliamo, come Salesiani e Laici, una formazione che tocchi il cuore. Vediamo, perciò, la necessità di offrire un luogo e una occasione di formazione che sia in profonda comunione con lo stile stesso della missione e degli obiettivi che ci prefiggiamo. Vogliamo dunque offrire una “casa di formazione” che diventi nella sua sostanza una “casa di conversione”.

21. In questo momento storico è indispensabile quell’atteggiamento da parte dei Salesiani di sentirsi in stato di formazione permanente. La Congregazione Salesiana porta avanti la convinzione che il vissuto educativo e pastorale quotidiano della Comunità Salesiana insieme alla Comunità Educativo Pastorale Salesiana (CEP) è il luogo privilegiato dove ci formiamo insieme, dove insieme camminiamo con e per i giovani.

22. Apprezziamo il valore che i laici facciano esperienza con e della comunità dei Salesiani di Don Bosco che diventa per la CEP una opportunità di vivere il carisma in vero spirito di famiglia, di far tesoro della condivisione reciproca e di incarnare l’ideale che insieme Salesiani e Laici annunziano.

Programma generale della proposta formativa

23. SALESIANITÀ – storia, carisma e spiritualità, pedagogia.

24. DIALOGO TRA FEDE E CULTURA in una società in cui i Salesiani e i Laici devono svolgere la loro missione educativa ed evangelizzatrice.

25. EVANGELIZZAZIONE E EDUCAZIONE ALLA FEDE – formazione continua nell’aggiornamento del carisma ai Salesiani e Laici nei quadri dirigenti.

26. Promuovere un’azione più diretta e strettamente salesiana con e per QUELLI CHE ASSUMONO RUOLI DI FORMAZIONE di altri Salesiani e Laici a livello locale.

Metodo

27. Avere, innanzitutto, il PRINCIPIO DELLA SUSSIDIARIETÀ come un punto cardine del coordinamento che il DBF-EU intraprende. Questo assume che la formazione Salesiani e Laici proposta a livello di ispettorie e/o a livello interispettoriale, LIVELLO PRIMO, è la responsabilità del governo ispettoriale e/o interispettoriale.

28. RAFFORZARE E ACCOMPAGNARE QUESTE ESPERIENZE FORMATIVE come una buona base per il cammino del LIVELLO SECONDO. La crescente qualità di tali processi assicura una maggiore coesione della varietà dei processi a livello europeo.

29. Favorire anche una RIFLESSIONE E CONDIVISIONE SULLE PROPOSTE DEL LIVELLO SECONDO perché continuino un iter formativo in dialogo con le realtà ispettoriali e/o a livello interispettoriale.

30. ATTIVARE UNA RETE TRA LE VARIE RISORSE UMANE E ESPERIENZE LOCALI che fanno circolare le buone pratiche in atto dei vari processi formativi: speakers, letteratura, contenuti, metodologie, forme on-line e presenziali.

Destinatari

31. PREMESSA

Dalle esperienze formative già esistenti nelle varie Ispettorie e nazioni, emerge una varietà di tipologie di partecipanti che seguono cammini di formazione:

31.1 collaboratori/collaboratrici e corresponsabili che condividono la responsabilità della e nella missione salesiana;

31.2 laici/laiche volontari/e nelle opere pastorali e sociali, parrocchie, centri giovanile e oratori, etc.

32. I destinatari delle esperienze formative coordinate dal DBF-EU, Salesiani e Laici, saranno coloro scelti/e ed inviati/e dall’Ispettore e il suo Consiglio.

33. I partecipanti devono essere tra coloro che hanno già un tipo di responsabilità pastorale nella Ispettoria.

34. Il finanziamento per questa formazione sarà assunto dalle proprie ispettorie.

Strutture

35. PRESIDENTE – VICARIO DEL RETTOR MAGGIORE

36. Il Vicario del Rettor Maggiore è il PRESIDENTE del DON BOSCO FORMATION – EUROPE.

37. DIRETTORE

38. Il Direttore è un Salesiano di don Bosco.

39. Nominato dal Rettor Maggiore a tempo pieno, per un periodo di 3 anni, con una possibile conferma per un secondo triennio.

40. Nell’esercizio delle sue funzioni il Direttore risponde direttamente al Vicario del Rettor Maggiore.

41. GIUNTA DI GOVERNO

42. La Giunta di Governo è costituita dal Vicario del Rettor Maggiore – Presidente –, il Consigliere per la Formazione e il Consigliere per la Pastorale giovanile, i due Consiglieri Regionali dell’Europa – Europa Centro-Nord e Europa Mediterranea, il Direttore, due Ispettori, uno di ogni Regione d’Europa, ciascuno eletto dalla rispettiva Conferenza Ispettoriale e due Laici/Laiche, uno/una da ogni Regione.

43. Il Presidente convoca la Giunta di Governo almeno tre volte all’anno per:

44. accompagnare, studiare, verificare e approvare il Progetto e la Programmazione;

45. verificare tutti gli aspetti economici amministrativi.

46. EQUIPE DI LAVORO

47. Con l’approvazione della Giunta di Governo, il Direttore costituisca un Equipe di Lavoro ad interim che, con la guida dello stesso Direttore, per i prossimi 2 anni, avrà come obiettivo quello di accompagnare i primi passi del “Coordinamento” che assume il DBF-EU.
48. Tale struttura di animazione va studiata e verificata dalla Giunta di Governo e dalle Regioni e/o Conferenze d’Europa alla fine del periodo di 2 anni.

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